• Dislivello: 270
  • Tempo: ore 1.50
  • Difficoltà: E

 

Accesso: Si raggiunge Barchi seguendo la SS 28 della val Tanaro, in direzione Ormea, superando Garessio. Poco oltre la ex stazione ferroviaria di Eca-Nasagò si devia a sinistra, attraversando il Tanaro e raggiungendo il punto di partenza (km 127 da Torino)

 

 Partendo dalla frazione Case Breo 664 m, per strada asfaltata si raggiunge il cimitero, al ui fianco prende avvio una stradina sterrata che entra nel bosco, Raggiunto uno slargo si continua sulla sinistra tenendo il fianco del rio Barchi, Dopo un lungo traverso si tralascia sulla destra la strada adducente a Villaretto, fino a raggiungere un punto in cui la stradetta inizia a scendere leggermente fino a raggiungere Case Zitta. A questo punto la strada diventa una mulattiera e prosegue fino a biforcarsi. Tenendo la destra, con moderata pendenza si raggiunge lo spalto su cui si erge la Torre Saracena 789 m, che si raggiunge per facili roccette.

 Tornati indietro all’ultimo bivio, si  imbocca a questo punto il sentiero di sinistra, Fiancheggiato un essiccatoio si scende con percorso curvilineo fino ad incontrare i coltivi che precedono Case Grané e di qui, in breve a Case Breo (ore 1.50)

 

 

La Torre saracena di Ormea

 

Tra gli abitati di Garessio ed Ormea, su un alto sperone roccioso, esiste una torre a base circolare detta appunto Torre saracena o di Barchi. Secondo un’antica leggenda essa fu eretta proprio dagli abitanti del villaggio di Barchi, frazione ormeese, quando i Mori giunsero dall’Oppido di Fraxinet (Fraxinetum Sarracenorum), l’odierna Saint-Tropez, per mettere a sacco la Val Tanaro; doveva servire per avvistarli a distanza e preparare contromisure. In realtà, se per alcuni storici il torrione cilindrico sarebbe addirittura precedente alla occupazione moresca, edificato nell’VIII secolo dai Bizantini in funzione anti-longobarda, per altri sarebbe effettivamente stata costruita dai garessini tra il IX e X secolo, per osservare le mosse dei Saraceni i quali, conquistatala, la utilizzarono a loro volta come punto di osservazione e base per le loro incursioni.