- Difficoltà: T
- Tempo: ore 1.30
- Dislivello: 100 m circa
Accesso: Seguendo le indicazioni dell’It. n° 7 si raggiunge Montgenevre. Di qui, si continua in discesa lungo la R.N. 94 raggiungendo, in 11 km, la piazza (Champ de Mars) da cui si accede, attraverso la Porte de Pignerol, alla Citadelle di Briançon Vauban. L’itinerario parte proprio di qui (km 128 da Torino).
Dalla place des Champ de Mars di Briançon 1290 m, sottostante gli spalti del Forte ci si dirige verso est, lungo una stradetta asfaltata discendente (Route de Fontenil) che si dirama da un angolo della piazza stessa. Costeggiando suggestivi prati (splendida fioritura all’inizio di giugno), in poche centinaia di metri si perviene al grazioso abitato di Le Fontenil (1267 m), villaggio caratteristico ove spiccano tre interessanti meridiane settecentesche e ottocentesche. Atttraversata la Durance su un ponte in cemento, ci si porta sull’altra sponda del fiume e, senza raggiungere le case di L’Envers du Fontenil, poste poco più in alto, si abbandona la strada che vi sale per entrare, a destra, in una carrareccia sterrata pianeggiante che si snoda tra prati ben esposti al sole e che procede parallela alla RN 94 proveniente da Montgenèvre, visibile sull’altra sponda della Durance. Percorse alcune centinaia di metri, si lascia la strada per entrare in un sentiero che si origina alla sua sinistra e che conduce, più o meno in piano, in un vicino bosco di resinose. Dopo aver tagliato un tratto a mezzacosta, tra i pini, qualche decina di metri al di sopra del letto della Durance, il tracciato scende leggermente e, dopo aver costeggiato una postazione per fucilieri, porta su una carrareccia, protetta dalla parte opposta da una seconda postazione. La strada sfocia subito su un meraviglioso ponte ad arco settecentesco, con una campata di 40 m e un’altezza di 56 m rispetto al fiume che vi scorre al di sotto. Una targa in bronzo posta su un pilastrino eretto alla metà del ponte ci informa che esso venne costruito nel 1734, durante il regno di Luigi XV, per ordine del maresciallo d’Asfeld, generale delle armate del re nonché direttore generale delle fortificazioni, allo scopo di connettere la cittadella di Briançon con il Fort des Trois Têtes e con tutti i forti in quota del Brianzonese. Attraversato il ponte, s’imbocca una stradetta in salita che in breve porta all’ingresso sud della cittadella fortificata di Briançon. Volgendo a destra, oltre la porta di accesso al cosiddetto Fort du Château, visitabile con visita guidata, a sinistra si scende fra le strette viuzze della cittadella lungo le quali, dopo essere usciti per l’antica Porte de Pignerol, è possibile raggiungere la piazza da cui si è partiti (1 h 30 min complessivi).
BOX: I Forti di Briançon
L’escursionista che si affaccia dalla balconata della Croix de Toulouse, sull’alto di Briançon, ove c’è l’alpeggio di Sere Lan, rimarrà affascinato dallo splendido colpo d’occhio che il luogo offre sulle opere fortificate di Briançon, che, come si potrà facilmente notare, sono sette: il Pont d’Asfeld, il Fort des Trois Têtes, il Fort Dauphin, il Fort du Randouillet, la Communication Y, la cittadella e le strutture intra moenia, il Fort des Salettes. Nel 2008, queste opere hanno ottenuto dall’UNESCO il riconoscimento di Patrimonio dell’umanità, insieme ad altre fortificazioni progettate dal Vauban lungo i confini francesi. Il punto d’interconnessione tra la cittadella di Briançon Vauban e le altre fortezze del Brianzonese (oltre a quelle sopra citate: il Fort d’Anjou, il Fort de l’Infernet, il villaggio militare di La Cochette e i forti del Gondran e dello Janus) è il sopra citato Pont d’Asfeld, opera fortificata con protezioni per i fucilieri sui suoi due accessi, edificata nel 1734 su ordine del generale che gli diede il nome, personaggio che all’epoca era il direttore di tutti i bastioni del Brianzonese, in qualità di successore di Vauban. La struttura sorse in luogo di un vecchio ponte in legno, ed è conosciuta anche con le denominazioni di «Pont de la Communication» o «Pont du Diable». Questa splendida arcata in pietra connette Briançon in primo luogo con il vicino Fort des Trois Têtes (o des Têtes), risalente anch’esso alla prima metà del Settecento ed eretto a difesa della città sul Plateau des Têtes. È una delle fortificazioni più in quota della zona, in quanto si trova a circa 1400 m slm, ed è articolato in tre piazzaforti e un basso forte. Qui si possono ritrovare tutte le strutture tipiche di una fortificazione settecentesca: lunette, mezze lunette, camminamenti protetti, barbette e cannoniere. Vi potevano soggiornare più di milleduecento soldati e vi era spazio per ben settanta bocche da fuoco. Oltre che alla cittadella di Briançon, il Fort des Têtes è collegato anche al Fort du Randouillet attraverso la Communication Y, una struttura protettacon pianta biforcuta. Rimasta incompleta, questafortezza non ha mai trovato utilizzo in combattimento.
L’Ancien Fort du Randouillet, invece, coevo al precedente, venne edificato alla confluenza del Guil con la Durance, per impedire penetrazioni di truppe dalla sponda sinistra di quest’ultimo corso d’acqua e da quella destra del primo. Le valli lungo le quali scendono questi due fiumi, infatti, conducono ai passi alpini verso il Piemonte. Inoltre, il Fort du Randouillet proteggeva anche il sottostante bastione delle Trois Têtes. La denominazione del forte deriva dal fatto che, nella zona in cui venne edificato, in alcuni anfratti rocciosi nidificavano le rondini (hirondelles in francese, ma nel dialetto locale randouilles). È caratterizzato da un livello più alto, con un dongione che ospita le strutture difensive, e da un livello inferiore, dove si trovano gli alloggiamenti della guarnigione, la polveriera, i magazzini e i servizi.
Il Fort des Salettes, risalente anch’esso al XVIII secolo, si trova in posizione opposta agli altri due bastioni sopra descritti, a 1500 m di quota, lungo la strada che connette Briançon con il colle del Monginevro. Esso doveva servire, insieme agli altri due, a sbarrare tale passaggio in caso di necessità.
Il Fort Dauphin, infine, si trova su un ripiano che domina la riva sinistra della Durance ed è alla stessa quota del Fort des Trois Têtes: dunque le due strutture sarebbero dovute intervenire simultaneamente per respingere eventuali assalti. Edificato nella prima metà del Settecento, la fine della guerra di successione spagnola e la morte di Luigi XIV ne fermarono la realizzazione. Questa fu poi ripresadopo il trattato di Utrecht, a causa dell’arretramento della frontiera francese. A opera conclusa, nel 1729, la nascita del delfino Luigi Ferdinando, quarto figlio di Luigi XV e futuro padre di Luigi XVI, fece sì che a esso fosse assegnata la denominazione di Fort Dauphin. Nel 1793, la struttura, rinominata Fort Lutin, fu modificata con l’aggiunta di una polveriera. Resa obsoleta dalle nuove e più potenti artiglierie, a partire dalla metà del XIX secolo essa divenne sempre meno importante, fino ad essere del tutto abbandonata