Sebbene sia comune definire il sito come “Castello di Sangano”, inglobando anche l’edificio annesso alla torre, pare improprio affrontare tale denominazione.
Infatti ivi esisteva un complesso monastico, di cui la torre fungeva da campanili. Soltanto in seguito, una volta decaduta l’istituzione monastica, il corpo di fabbrica in prossimità della torre venne adibito a residenza privata e completamente rimaneggiato, tanto da non lasciar tracce della struttura tardo medievale.
Mirabile si presenta, invece, la torre romanica, in origine campanile di una chiesa e in seguito trasformata in torre di difesa, come si desume facilmente dalla chiusura delle bifore e dall’aggiunta della merlatura.
Situata in via Villarbasse, oggi la struttura è proprietà privata.

- La Torre degli Orsini (Trana)
L’imponente torre che ancora oggi troneggia su Trana, vede le sue origini perdersi nei tempi antichi.
Tra le teorie che vedono l’origine quale torre saracena e quelle che la collocano addirittura in fortificazioni di epoca romana, l’origine più probabile è che fosse una torre di avvistamento e segnalazione, successivamente rimaneggiata in plurime occasioni nel corso dei secoli.
Alcune ipotesi, avanzano la tesi che la torre fosse parte di una cerchia più ampia di fortificazioni, cosiddette del Belvedere[1].
Ciò che è certo è che il borgo di Trana subì i medesimi destini di Rivalta, essendo per buona parte della propria storia assoggettata alla medesima signoria feudale. Da tale considerazione trarrebbe il nome Torre degli Orsini.
Quasi certamente, inoltre, la torre è ciò che rimane di un piccolo castello presente sul sito, distrutto verosimilmente dalle truppe francesi del Catinat all’indomani della battaglia della Marsaglia.
“La quadrangolare torre degli Orsini, rappresenta l’unica vestigia rimasta del castello, detto del Belvedere, costruito a partire dal X-XI secolo. La sua altezza, 30 metri, e il suo spessore, 1,90 metri alla base, sono un importante indizio di quello che doveva essere l’intero complesso fortificato, che però risulto completamente inadeguato alla fine del ‘600, nel corso della guerra della Lega d’Augusta, durante gli attacchi dell’esercito francese comandato dal maresciallo Nicolas de Catinat.”[2].

[1] Massa Giuseppe, Valle e pianura del Sangone, Dalmasso, 1985.
[2] Fornaca S., op. cit., p. 405.
- Il Torrazzo (Villarbasse)
L’imponente torre quadrangolare ancora ben conservata a Villarbasse, è una “costruzione fortificata del XIII secolo, più precisamente tra il 1275-77: proprio nel 1277 i De Pertusio ottennero infatti dai conti di Savoia il feudo di Villarbasse e, per la sua difesa, innalzarono il Torrazzo.” [1].
“Nel Trecento il feudo passa a Giacomo d’Acaja, signore del Piemonte, il quale ne scambia la proprietà con il fratello Tomaso, vescovo di Torino. Il Torrione (Torrazzo) e i terreni circostanti diventano così feudo dei Vescovi di Torino, rimanendo estranei alle successive vicende sabaude. Tra il 1390 ed il 1400, mentre risiede a Villarbasse il vescovo Giovanni di Rivalta, il Torrione viene ristrutturato e rialzato di un piano. Tra il 1420 ed il 1438 viene costruito accanto alla torre un “palazzo nuovo”, più comodo e moderno, che è tuttora l’abitazione degli attuali proprietari; da allora il Torrione non fu più abitato stabilmente. Documenti d’archivio del 1439 registrano che Ludovico Romagnano (il vescovo di Torino ai tempi del miracolo del SS. Sacramento, del 6 giugno 1453) cede il Torrione ad Amedeo di Chignin. Nel 1542 l’arcivescovo Innocenzo Cibo investe Giovanni Avogadro del Bosco con il titolo signorile “del Torrione”. Nel 1572 il Torrione passa dagli Avogadro a Giovanni Angelo Porporato de’ conti di Luserna.
Nel corso dell’Ottocento il Torrione è oggetto di diversi passaggi di proprietà, fino a quando, nel 1871, viene acquistato da Giuseppe Durando, ai cui discendenti appartiene ancora oggi.”[2].

La struttura consta di tre piani fuori terra, con pareti spesse oltre due metri alla base e presenta una caratteristica merlatura alla ghibellina, benché in origine fosse più bassa e merlata “alla guelfa”[3].
“Una scala in muratura dà accesso al sotterraneo dalla volta a botte con, nella parte sottostante, un locale adibito a ghiacciaia. Il pianterreno è costituito da un'ampia sala dal soffitto ligneo a cassettoni, quattro finestrelle e spazioso camino. Dall'ultimo piano si accede alla parte a cielo libero e, da questa, alcuni gradini realizzano l'accesso al camminamento dei merli, articolato su tutto il perimetro della costruzione.”[4].
La torre è circondata da un ampio fossato, che anticamente veniva superato grazie ad un ponte levatoio e presenta ancora, all’esterno, “un quadrante solare per la lettura delle ore mattutine situato sopra il portale di ingresso e una meridiana per la lettura delle ore pomeridiane, naturalmente orientata a mezzogiorno.”[5].
La struttura è proprietà privata.

[1] Comune di Villarbasse - Vivere Villarbasse - Edifici storici - Il Torrazzo
[2] Villarbasse (TO) : Torrazzo o torrione - Archeocarta
[3] Fornaca S., op. cit., p. 196.
[4] Comune di Villarbasse - Vivere Villarbasse - Edifici storici - Il Torrazzo
[5] Villarbasse (TO) : Torrazzo o torrione - Archeocarta