I palazzi di Villarbasse

  • Palazzo Cucca-Mistrot

Ove oggi sorge il palazzo, in via alla Fonte 8, vi era un antico edificio che rientrava nei possedimenti dell’Abbazia di San Solutore Maggiore di Torino. Fu rimaneggiato nel XVII secolo, quando la famiglia Gaj-Rasino lo acquisì e ristrutturò, inglobando preesistenti edifici cinquecenteschi. Nel 1687 venne costruita la piccola Cappella di Santa Maria del Bosco, quindi, ad inizio del ‘700 divenne proprietà dei Conti Mistrot che ancor oggi danno la denominazione al palazzo.

A metà del XIX secolo veniva aggiunta l'ala a sud utilizzata per l'allevamento dei bachi da seta. In seguito cadde in abbandono per decenni, prima di essere sottoposto ad un pregevole restauro.

Oggi è proprietà privata, ma “l'antico salone delle feste è aperto al pubblico per mostre, conferenze e concerti.”[1].

 

[1] Comune di Villarbasse - Palazzo Mistrot

 

  • Palazzo Gonella

Nella piazza ove si trova la chiesa parrocchiale, accanto a Palazzo Schiari-Riccardi, si trova Palazzo Gonella, già conosciuto come Palazzo Romagnno. L’edificio risale all’inizio del Cinquecento, quando era “In origine di proprietà dei Bergera, i primi documenti risalgono al 1571”[1]. L’ultimo erede fu a inizio Ottocento, il marchese Cesare Romagnano di Virle, che vendette l’edificio ai Fossati De Regibus Caccia Piatti che a sua volta lo trasferì a Ignazio Gonella che oggi dà il nome al palazzo.

L’aspetto presenta pesanti rimaneggiamenti neoclassici databili all’inizio dell’Ottocento. Eretto con una caratteristica planimetria a C, si estende su un ampio parco recintato e conserva, nell’angolo sud ovest, la cappella.

“L'edificio è a due piani f.t., la facciata è decorata con lesene, cornici marcapiano e sormontata da un frontone triangolare. La copertura è a falde in coppi piemontesi, la muratura mista in pietrame, laterizio e malta di calce. Sotto le sei finestre al pianterreno corre uno zoccolo in muratura con tre incavi rettangolari ed un altro sottostante in pietra verdastra. In esso, smussati per la pendenza dela strada, sono iscritti a destra altri identici rettangoli. Culmina la fronte, un timpano triangolare ornato posterirmente di racemi, con le inziali intrecciate “I G” (Ignazio Gonella). I serramenti estreni sono in legno, con grate in ferro al piano terra. Il portale si apre su un atrio ad arcone centrale e due minori laterali, spartiti da coppie di colonne e pilastri, di gusto anch'esso blandamente classicheggiante.

Le due ali interne, per dichiarazione verbale della proprietaria, erano già esistenti nel 1778, più basse di circa la metà. La scala è imponente, come era d'uopo, e gli ambienti vasti. Il ponticello esterno in mattoni con pilastrini incatenati è del 1858.”[2].

 

[1] Comune di Villarbasse - Vivere Villarbasse - Edifici storici - Palazzo Gonella

[2] Ibidem

 

  • Palazzo Schiari-Riccardi

Annesso a Palazzo Gonella, si trova Palazzo Schiari-Riccardi, in origine Villa dei Marchesi D'Angennes.

Edificata alla fine del Seicento dal Conte Carlo Bartolomeo Rolando, la villa passò alla di lui figlia, Angela Vittoria Francesca, “che nel 1709 sposò Pietro Eugenio Reminiac d'Angennes, bretone al servizio del duca e da poco creato conte per meriti acquisiti. …  Fu Carlo Eugenio III, il più ricco e aperto intellettualmente, a mutarne la veste. Nel 1821 aveva fatto ricostruire da Giacomo Pregliasco a Torino un poi famoso teatro in forma neoclassica, affiancandogli – nello stesso stile – un imponente palazzo nel 1836 per mano di Ferdinando Caronesi. È da supporre che, tra le due date, facesse anche riplasmare l'edificio villarbassese, ricorrendo per esso nuovamente a Pregliasco, che morirà il 9 maggio 1837. Il suo fu un intervento oculato ma limitato, le cui ambizioni estetiche vennero sfogate soprattutto all'interno dal pittore e scenografo Fabrizio Sevesi (suo nipote) e da Giuseppe Morgari: in suggestivi monocromi il primo, in deliziosi affreschi esotizzanti il secondo nelle varie stanze, specie quella del biliardo. Fatti e parentele inducono a situare al 1825-35 l'abbellimento della villa, con qualche possibile anno in più per la decorazione pittorica. Il clima degli affreschi – nelle tonalità freddine, negli ampi cieli dilatatati, nei verdi privi di rigoglio, nei tempietti classici occhieggianti – si data meglio a questo periodo.

Nel 1860 Enrichetta Clementina D'Angennes, ultima del ramo, vendette al conte Giovanni Battista Schiari il fabbricato che, dopo varie vicende, passò a Vincenzo Capello, il quale lo sottopose ad accuratissimo restauro facendone il gioiello della bella Piazza delle Chiese.”[1].

 

[1] Comune di Villarbasse - Vivere Villarbasse - Edifici storici - Palazzo Schiari-Riccardi (ex Villa D'Angennes)