Il Forte San Moritio (Coazze)

A dominare la Val Sangone si erge il Forte San Moritio, “costruito a partire dal 1608 come punto principale della difesa del Colle della Roussa. Il San Moritio presentava una pianta a stella ed era protetto da muretti a secco, oggi scarsamente visibili se non a un occhio attento”[1].

Edificato su ordine di Carlo Emanuele I di Savoia, “il progetto venne preparato dal conte Carlo di Castellamonte e dall’ingegnere luganese Tomaso Stasio, già impegnati nei lavori di fortificazione di Avigliana … l’opera venne affidata al Governatore del Castello di Avigliana, Giovanni Andrea Battaglia.”[2].

L’opera fu realizzata con una pianta a stella, molto particolare e sicuramente inusuale (per non dire unica) in un contesto alpino, considerando il fatto che il forte si trova a 1.677 metri di altitudine. Originariamente constava di cinque bastioni in terra, di cui oggi ne permangono visibili quattro, essendo il quindo completamente appianato. Una volta operativo il forte fu presidiato da una guarnigione di circa 500 uomini.

Tuttavia, sin dal 1630 venne parzialmente disarmato e in seguito al Trattato di Cherasco venne smantellato. “Nei secoli successivi la postazione fu con tutta probabilità riutilizzata a scopo diensivo tanto che, dimenticato il nome originario, venne rinominata “Rocca dei Mortai”.”[3].

“Il Fortino si raggiunge da Coazze prendendo la direzione per gli impianti di sci di Pian Neiretto. Prima di arrivare agli impianti, lungo la carrozzabile asfaltata, in corrispondenza di un tornante verso destra, si trova l'imbocco per la pista agro-silvo-pastorale degli alpeggi Sellery, chiusa al transito comune (bacheca del Parco).

Parcheggiare in zona e proseguire a piedi lungo la pista, fin oltre l'Alpe Sellery Inferiore. Un cartello segnaletico posto lungo la strada e una bacheca esplicativa vi indicherà il bivio per raggiungere il Fortino in pochi minuti.[4].

Da segnalare il fatto che dal soprastante Colle della Roussa (2.035 metri di quota), confinante con la Val Chisone, comune di Pinasca, si ottiene una visuale mirabile sul sottostante forte, che ne evidenzia la pianta stellata.

 

[1] Fornaca S., op. cit., p. 375. Anche se in realtà parrebbe più probabile che l’anno di costruzione sia il 1628, così come per il Forte San Carlo – cfr. Gariglio D.-Minola M., Le fortezze delle Alpi occidentali, Vol. II, L’arciere, 1995, p. 33.

[2] Gariglio D.-Minola M., Op. cit., p. 33.

[3] Ibidem

[4] Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie | Forte San Moritio (parchialpicozie.it)