Il Castello di Miradolo (San Secondo di Pinerolo)

Il Castello di Miradolo si trova nell’omonima località ai piedi della collina di San Secondo di Pinerolo, nei pressi del fiume Chisone e in posizione di controllo della via per la Val Chisone.

Benché l’edificio attuale sia prettamente ottocentesco, esso trae origine da una struttura, probabilmente un cascinale nobiliare, del XV Secolo, antico possedimento dei marchesi Massel di Caresana.

Fu proprio l’ultimo membro di tale famiglia, Maurizio, a conferire il castello in dote alla figlia Teresa in occasione dello sposalizio con il conte Luigi Cacherano di Bricherasio. In tale occasione, nel 1866, il maniero fu pesantemente rimaneggiato e ampliato, sino a renderlo la pregevole residenza attuale. Dal matrimonio tra Teresa Massel e Luigi Cacherano nacquero Sofia ed Emanuele, entrambi personaggi di rilevo nell’aristocrazia sabauda a cavallo tra XIX e XX Secolo. Sofia, in particolare, fu allieva del noto pittore Lorenzo Delleani, e rese Miradolo un pregevole ritrovo culturale che ebbe ad ospitare anche Edmondo De Amicis e il capitano Federico Caprilli. Emanuele, da par suo, fu tra i fondatori della Fiat insieme, tra l’altro, a Giovanni Agnelli (il momento fondativo fu impresso in un quadro del Delleani stesso oggi patrimonio della Pinacoteca Agnelli).

Dopo la prematura dipartita di Emanuele Cacherano, Miradolo cadde in disuso, sino agli ultimi anni di vita di Sofia, che vi si stabilì sino a quando, post mortem e senza eredi, lasciò la struttura alla Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione, che adibì il castello a casa di riposo.

Miradolo, tuttavia, venne presto abbandonata e lasciata in disuso, sino a quando, nel 2007, la Fondazione Cosso rilevò il complesso e dopo un ampio progetto di recupero restituì al pubblico il castello e il relativo parco, rendendolo sede di prestigiosi eventi espositivi e culturali

Come detto, l’aspetto attuale dell'edificio è figlio degli interventi ottocenteschi di impronta neogotica. Il castello si sviluppa su tre piani fuori terra, con una pianta a bracci longitudinali da cui spiccano due torri: una grande a base quadrata e una minore cilindrica. Sul perimetro è possibile vedere la rappresentazione araldica delle famiglie Cacherano di Bricherasio e Massel di Caresana. Lungo la facciata sudoccidentale, affacciata al parco, si trova la serra con ampie vetrate. All'interno sono conservati il grande camino in legno intagliato del salone al piano terra e alcuni degli affreschi più significativi con raffinate decorazioni a grottesca sulle volte raffiguranti motivi vegetali e animali, mentre al primo piano vi è la cappella, interamente affrescata e completa di altare ligneo con un piccolo presbiterio.

Per la maggior parte, gli spazi interni sono stati recuperati allo scopo di restituire degli spazi museali e di allestimento, che rendono la struttura attuale dotata di sale capienti, una sala congressi e un bar presso la reception del piano terra.

Mirabile, poi, è il parco, al cui interno un percorso pedonale conduce tra rii d’acqua e piante pregiate, tra cui possono menzionarsi varie specie botaniche esotiche come un cedro del Libano, una sequoia, un faggio asplenifolia, un faggio rosso, un liriodendro, un pino nero e un ginkgo biloba.

Tanto il castello quanto il parco sono regolarmente aperti al pubblico e ospitano eventi culturali.