I castelli di Campiglione-Fenile

  • Il Castello di Campiglione

Il nome di Campiglione, così come quello di Fenile, che ora formano un unico comune, è indissolubilmente legato a quello dei signori di Luserna e in particolare del ramo dei Rorenghi di Luserna. Ad essi, infatti, sin dal XIII Secolo, la zona fu infeudata dai principi d’Acaja e ivi rimasero ininterrottamente “sino alla seconda metà del XIX secolo, quando si imparentarono con i San Germano. La torre di difesa e avvistamento configura il primo insediamento feudale di Campiglione. Nel 1500 il castello di Campiglione fu incendiato e venne ricostruito solo nel 1700.

All’inizio del XIX secolo il conte Gabriele Luserna di Campiglione iniziò una totale e importante ristrutturazione che, tuttavia, rimase incompiuta. Nel suo insieme l’edificio conserva un’indubbia impronta ottocentesca, particolarmente marcata nella facciata principale.”[1]. di particolare rilievo è il parco, di classico impianto “romantico”, ricco di piante secolari e monumentali. Mantiene ancora oggi le sue funzioni residenziali, essendo dimora dei Conti Battaglia.

  • Il Castello dei Conti Martin Montù Beccaria

Circondato da un magnifico parco con stupendi esemplari di castagni, carpini ed altre essenze legnose secolari, il castello si trova nella frazione di Fenile. Si presenta con una struttura composta da un corpo centrale dotato di una veranda che accoglie all’interno busti degli avi della famiglia e antichi ritratti raffiguranti i bambini e da una possente torre quadrangolare con tetto a quattro falde e aperture finestrate lungo tutta l’altezza. Completano il complesso le scuderie e alcuni locali di servizio.

  • Villa Luserna (Campiglione-Fenile)

La Villa Luserna, oggi proprietà dei Marchesi San Martino di San Germano ma per secoli dimora dei Conti di Luserna, ramo dei Rorenghi, è uno splendido gioiello in stile neoclassico che si apre in una struttura a due ali con un mirabile parco.

Il corpo centrale si eleva a tre piani fuori terra, che divengono quattro in prossimità dei lati, dai quali dipartono due ali simmetriche che – innanzi alla monumentale cancellata – paiono dare l’idea di una reggia settecentesca in stile Versailles.

[1] Fornaca S., I castelli della provincia di Torino, Gribaudo, 2005.