Le prime menzioni documentali del borgo di Macello originano intorno all’anno 1000, quando, tra l’altro, i signori di Luserna donarono parte del feudo ad alcune istituzioni religiose torinesi e sino a quando, acquisito il feudo Filippo d’Acaja, vi fece edificare nel XIII secolo il castello. In realtà i passaggi di mano del borgo e del fortilizio furono numerosi, sino a che alla fine del XIV Secolo vennero acquisiti dai Solaro, che li conservarono fino all'avvento di Napoleone[1]. Si succedono poi varie famiglie fino ai giorni nostri: Balbo Bertone di Sambuy, Garelli, Trotti-Bentivoglio, Rogeri di Villanova-De Ferrari e infine Società "Le 5 Torri" che l'hanno valorizzano come sede conviviale[2].
Come le costruzioni fortificate dell’epoca, anche il castello di Macello nacque con scopi prettamente difensivi, “Lo confermano i Conti della Castellania (1303-1323), che parlano di "castrum" e di "recetum"”[3].
L’opera è a pianta quadrata con un maschio centrale in mezzo alla corte racchiusa dalle mura e quattro torri d’angolo. Oltre le mura, inoltre, vi erano un fossato e un ponte levatoio per l’attraversamento.
Il Castello venne rimaneggiato più volte. Dopo i vari assedi trecenteschi, il latterizio prese il posto dell’antica muratura in pietra. Dopo l’assedio del 1595 portato ad opera del Lesdiguières, il castello, parzialmente diruto, venne progressivamente ristrutturato, sino all’intervento più consistente, nel corso del '700, con trasformazioni barocche inserite nel primitivo tessuto medievale, che resero l’antico castrum una residenza signorile.
“Il Castello, restaurato integralmente tra il 1980 e il 1982, presenta un parco di 12.000 mq. ricco di piante secolari, e una serie di saloni adibiti a convegni, mostre, concerti, incontri scientifico-culturali.”[4]. Nell’attuale composizione, “il cortile presenta, a destra un porticato con archi a sesto acuto e una loggia con tonde colonne in mattoni al primo piano. Al centro il pozzo, ricostruito su di uno precedente, di cui resta l'antica pietra rotonda. Il cammino di ronda, punteggiato di feritoie, corre lungo tutto il perimetro del castello, con evidente funzione di avvistamento, di guardia e di difesa del maniero. I muri esterni, spessi in alcuni punti m.1,80 presentano fregi a doppio dente di sega, archi intermerlari con il profilo del merlo disegnato sulla muratura e numerose bifore.”[5].
Inoltre, “nella parte più antica del maniero, alcuni saloni sono arricchiti da imponenti camini con stemmi e soffitti a cassettoni affresscati di suggestiva bellezza e il salone della caccia e la sala azzurra, destinati a ospitare convegni scientifici e culturali, mostre, concerti e cerimonie. Di raffinata ricchezza sono anche la biblioteca e la cappella interna.”[6].
Oggi il castello è location per eventi e cerimonie.
[1] Storia - Comune di Macello
[2] Ibidem
[3] Ibidem
[4] Castello di Macello (XIII sec.) - Comune di Macello
[5] Ibidem
[6] Fornaca S., I castelli della provincia di Torino, Gribaudo, 2005.