La struttura originaria del castello di Osasco risale alla metà del XIV secolo, coeva con le strutture di Buriasco e Macello e figlia della volontà dei principi di Acaja disposero l’edificazione di una serie di opere a difesa di Pinerolo. Il castello, come le opere difensive limitrofe, fu oggetto di vari scontri nel corso del XIV secolo, in particolare due assedi da parte del marchese di Monferrato nel 1334 e 1396, sino a quanto, riunito il dominio dei territori piemontesi sotto il ramo principale di casa Savoia, nel 1418 Amedeo VIII infeudò ad Osasco la famiglia Cacherano. “Da allora i Cacherano, provenienti da una ricca famiglia di banchieri astigiani, e infeudati anche nei limitrofi Castelli di Bricherasio ed Envie, conservarono fino ad oggi le proprietà di questo medioevale castello salvo un breve intervallo nel 1500 e recentemente all’inizio del Novecento, in cui fu venduto e poi riacquistato dai monaci cistercensi dell’isola di Lerins in Francia, quando i monaci stessi, temendo la confisca del loro antico monastero da parte dello stato francese, trovarono nel Castello di Osasco ampie capacità ricettive per le loro numerose comunità.”[1].
La struttura originaria era a pianta quadrata con porticato interno, quattro torri circolari agli angoli e un doppio fossato perimetrale difensivo.
“L’attuale struttura con la quale il complesso architettonico è stato trasformato da fortezza militare a luogo di residenza barocca, è riconducibile storicamente al 1700, ad opera di Carlo Francesco Cacherano che rimoderna in modo considerevole e orna l’antico castello rendendolo così più civile abitazione. Viene costruito all’interno del cortile un porticato con volte a crociera sui lati est e sud e al di sopra di questo dei loggiati inizialmente aperti e poi chiusi con finestre nell’ottocento.
Il fatto più sostanziale della trasformazione barocca fu l’edificazione di un secondo piano per aumentare la disponibilità dei locali: l’iniziale cammino di ronda che correva intorno al perimetro venne a scomparire con il totale tamponamento della merlatura ghibellina.
Le torri vennero così a trovarsi ad un livello anomalo rispetto alla copertura tanto da indurre erroneamente qualcuno a pensare che le torri fossero state cimate. Nello stesso tempo il ponte levatoio sull’ingresso fu sostituito da un ponte in pietra.
Le facciate prospicienti il giardino ed il parco furono dipinte a fresco dal pittore Amedeo Caisotti di Cuneo nell’anno 1705: su uno sfondo di finto bugnato furono raffigurate scene di storia romana e di fantasia, mentre la linea delle merlature fu segnata da un susseguirsi alternato di teste di animali e di volti umani.
Nel castello la Cappella privata dei Conti Cacherano gode dell’indulto apostolico della celebrazione della Santa Messa.
Nel 1939 Carolina Decio, riuscì a riottenere il Castello che il marito aveva venduto ai monaci di Lerins all’inizio del secolo. In conseguenza a leggi di confisca dei beni ecclesiastici emanate dallo Stato Francese, i monaci avevano infatti cercato un luogo dove trasferirsi per timore delle confische e avevano acquistato il castello. […] Durante il periodo di permanenza nel castello, i religiosi apportarono alcune modifiche interne. Nel terzo piano, aggiunto alla fine del ‘600, furono ricavate più di 20 celle e, al primo piano, l’abate aveva trasformato alcune sale ad uso abitativo. Il salone del piano terreno veniva utilizzato come refettorio.
Lo splendido giardino ed il parco che circondano sui lati sud e ovest il Castello sono stati progettati dall’Arch. Benedetto Alfieri, noto per aver realizzato celebri parchi di ville sabaude, fu inoltre eretto un monumentale arco di collegamento tra il giardino ed il parco, tutto ciò comportò naturalmente l’interramento del fossato sul lato est.”.[2]
Il Castello è attualmente di proprietà della famiglia Cacherano di Osasco ed è possibile visitarlo durante aperture programmate annuali ovvero su prenotazione.
La cosiddetta “Portassa” è antica porta fortificata del XV secolo situata in Via IV Novembre (Piazzale Portassa), che delimitava e consentiva l’accesso al borgo di Osasco da nord, lungo un tratto viario dal quale si dipartono traverse che conducono al non distante castello e funge da assetto murario, congiungimento tra residenze alto borghesi nobiliari adiacenti, ancor oggi leggibili nei loro tratti connotanti. I temi degli affreschi osservabili sono riconducibili ad eventi che hanno interessato la comunità. Sul prospetto esterno compare, anche se gravemente sbiadito, lo stemma araldico dei Conti feudatari incorniciato in un riquadro dipinto con temi scarsamente riconoscibili, ma che mostrano la presenza di figure umane; sul lato interno due figure della Chiesa di Roma, mostrano il lenzuolo sindonico, probabilmente passato nelle vicinanze di Osasco durante uno spostamento. Lo stemma della famiglia Cacherano d’Osasco è stato fatto “scomparire” dall’arco nell’anno 1797 a cura del Comune su richiesta della popolazione con un passaggio di intonaco poi caduto, per cui oggi lo stemma è ancora parzialmente visibile[3].
[1] La storia - CastellodiOsasco
[2] Comune di Osasco
[3] Comune di Osasco