Le fortificazioni di Perosa Argentina

Nel 1628, dopo la demolizione del forte di San Giovanni Evangelista avvenuta a inizio secolo, i Savoia fecero edificare una nuova fortezza a protezione di Perosa: si trattava di una struttura a pianta pentagonale, realizzata all’estermità meridionale dell’ampio pianoro a sud della borgata Ciampiano, da cui si domina il paese e a confluenza della Val Germanasca con la Val Chisone. Ad integrazione della nuova fortezza, il duca Carlo Emanuele I fece erigere negli stessi anni una serie di barricate e strutture difensive a metà strada tra Perosa e il Bec Dauphin, lungo un ampio crestone erboso a monte della località Chalm (Chialme).

Nonostante le opere realizzate, il forte di Perosa viene comunque facilmente occupato dalle truppe francesi del cardinale Richelieu nel 1630. Dopo il Trattato di Cherasco del 1631, con cui Pinerolo e tutta la bassa Val Chisone passano al regno di Francia, vengono realizzati diversi lavori per migliorere e ampliare le strutture del forte. Nel 1665, a seguito dell’esplosione causata da un fulmine che colpisce la polveriera della fortezza di Pinerolo, il forte di Perosa ospiterà per circa un anno Nicolas Fouquet, potente ex-ministro delle finanze di Luigi XIV finito in disgrazia e condannato a 19 anni di carcere. Un disegno di fine ‘600[1] mostra una buona rappresentazione del forte, con una ridotta che occupa il sito dell’antico castello di Poggio Oddone. Nel 1693, durante la campagna del maresciallo Catinat nell’ambito della Guerra della Lega d'Augusta, vengono ripristinati anche i trinceramenti della Chalm[2], che invece risultavano abbandonati nel periodo precedente[3]. Con il Trattato di Torino del 1696 Pinerolo viene restituita ai Savoia, prevedendo (almeno teoricamente) la distruzione delle fortificazioni esistenti, comprese quelle di Perosa.

Passano alcuni anni e una nuova guerra coinvolge Piemonte e Francia, quella per la successione spagnola. All’inizio del 1704, dopo l’occupazione della bassa Val Chisone da parte delle truppe del mareasciallo de la Feuillade, vengono demoliti i trinceramenti della Chalm ma in compenso si procede alla rimessa in funzione del forte di Perosa, aggiungendo una serie di ridotte e trinceramenti sul pianoro retrostante.  Alcune mappe risalenti al 1707-1708[4] ci mostrano un campo trincerato esteso verso nord-ovest fino alla ridotta di Brie (o di Santa Elisabetta), mentre il versante est della spianata di Ciampiano è controllata dalla ridotta di Croicy; a nord troviamo la grande “Redoute de la Ferre”, mentre a sud è nuovamente presente una ridotta di forma quadrata presso Poggio Oddone; altre piccole opere, indicate come “lunette”, completano le difese intorno al forte.

Troviamo poi l’indicazione di numerose altre piccole ridotte sul territorio circostante il paese: alcune postazioni a Pomaretto e sulle rive del Torrente Chisone, una “Redoute proposée” sul sito delle barricate di La Chalme, altre sui versanti del Rio Albona (“Redoute des Miguons” a monte della borgata Prese e “Poste de Grenadiers” in località Pré Riondet) e del Rio Agrevo (un’altra “Poste de Grenadiers”, di cui sono state individuate tracce presso la località Feutreria, e un “Poste des 25 hommes” a monte del percorso denominato “Chemin de communication de la Perouse au Bec Dauphin en cas d’attaque”). Infine, sul sito dove si trovava l’ormai demolito Forte di San Giovann Evangelista, tra la borgata Ciapella e il Bec Dauphin, è segnata la presenza di “Retranchements jusqu’aux Rochers escarpez”.

Negli anni seguenti, con la costruzione del Forte di Fenestrelle, quello di Perosa perde importanza, venendo usato come semplice magazzino e deposito militare. La sua demolizione avverrà nel 1796-1797, come conseguenza del Trattato di Parigi tra la Francia napoleonica e Vittorio Amedeo III. I resti oggi osservabili si limitano ad alcuni bastioni e tracce di ridotte, visibili dalle foto aeree o panoramiche, ancor più che in loco.

[1]Plan du fort de la Perouse”, in “Recueil des plans des places du Royaume, divisées en provinces, fait en l'an 1693”. BNF, Cartes et Plans GE DD 4585

[2] Nella “Nouvelle carte des Vallees de Piemont etc, vaillamment defendues contre toute la violenge des Francoise par les Vaudois Reformes etc, A Amsterdam chez I. Ottens” di Jean Malet le troviamo indicate come “Baricada Nova

[3] La "Carta delle Tre Valli del Piemonte" del 1640 di Valerius Crassus le indica come “Barricade demolite", mentre nella "Carta delle Valli del Piemonte abitate dai Valdesi ossia Protestanti" del 1690 Jean-Baptiste Nolin troviamo la dicitura "Baricades Ruinées”.

[4] Plan de la Pérouse Avec ses Retrenchements, 1707, Service historique de la Défense (SHD)