Strutture fortificate minori in media Val Chisone

  • Torrione della Ciapella (Perosa Argentina)

Situata sopra il roccione detto "Bec Dauphin", la borgata Ciapella o Chapello segnava l'antico confine tra Regno di Francia e Ducato di Savoia, testimoniato ancora da una singolare "boina" con doppia sigla: da un lato P per Perosa e dall'altro M per Meano. Appena a monte della borgata si trova la cosiddetta "Touraso" o "Tourassa", un’antica torre di origine medievale con diametro di quasi 9 metri. Risulta ancora ben visibile la parte inferiore della muratura, alta circa 2 metri e di notevole spessore. Nel 1597 il torrione, che risulta già in rovina, venne inglobato nel forte di San Giovanni Evangelista.

  • Casaforte della Gataudia (Perosa Argentina)

Praticamente di fronte alla Ciapella, sul versante opposto della Valle, si trova la borgata Gataudia. Il nome deriva dalla presenza in loco di un gastaldo, cioè un funzionario incaricato della riscossione dei pedaggi. A nord della borgata, appena a valle delle case, si trovano i ruderi di un edificio che presenta la tipica muratura “a lisca di pesce”, elemento caratterizzante dell’epoca medievale.

  • Casaforte degli Auruç (Perosa Argentina)

Roberto Auruccio (Obertus Aurus o Auruç), facente parte di una famiglia nobile di origine valsusina, fu nominato "maresciallo del Delfino di Vienne" nel 1222, carica che gli permise di affermarsi politicamente ed amministrativamente in val Chisone, dove cercò di creare una propria area di potere indipendente. L’occasione giunse nel 1233, grazie ad un accordo con cui Amedeo IV di Savoia donò in feudo ad Auruç i diritti in val Perosa, dal Malanaggio alla Fons Olagnerii (presso Castel del Bosco). Ma dal 1239, in seguito ad una transazione avvenuta con gli abati di Pinerolo, ad Auruç venivano solo più garantiti i diritti fino al roccione detto “Bec Dauphin”: quest’area venne chiamata Mean (l'attuale Meano), in quanto luogo posto “in mezzo” a due altri, una sorta di “cuscinetto” compreso tra due terre soggette a dominazioni diverse. Ciò almeno fino al 1334, quando il Delfino di Francia Umberto II occupò il territorio di Meano.

  • Castello di "Bosco de les Ayez" (Roure)

Negli stessi anni sopra descritti, gli Auruç fecero costruire nel villaggio di Bosco de les Ayez (l'attuale Castel del Bosco) una casa-castello da cui controllare i propri possedimenti. La struttura costituiva un baluardo contro aggressioni e attacchi, in un momento in cui questa famiglia nutriva grandi ambizioni di affermazione politica. L’indicazione alternativa di domus, cioè dimora, casa, evidenzia anche la destinazione di abitazione e di centro amministrativo del territorio. Fu soprattutto Pietro, il successore di Roberto, che da questo castello curò gli affari e amministrò i redditi di famiglia. Il castello fu posizionato vicino al Chisone per derivare l’acqua con cui riempire il grande fossato scavato attorno alla cortina muraria perimetrale. La derivazione di acqua serviva anche per alcune attività produttive che, protette dal castello, lo affiancarono e che costituirono un centro di produzione artigianale. Oggi non rimane purtroppo alcun resto di tale opera.

  •  "Castrum Charbonelli" (Roure)

Noto da un documento di ricognizione fiscale del 1260, ma risalente ad alcuni decenni prima, il castrum apparteneva a Martino Charbonel, di un’antica famiglia che aveva interessi patrimoniali su entrambi i versanti alpini, nel Briançonnais e nella Val Dora. Martino Charbonel iniziò in Val Chisone dopo il 1230 la sua carriera di funzionario, ed era legato al maresciallo Oberto Auruç da un vincolo famigliare. Nel 1246 venne nominato castellano di Exilles, ruolo che lo occupò da allora prevalemente nell’Alta Dora, dove accentrò i suoi interessi patrimoniali. La sua partenza fece sì che anche la casaforte valchisonese non abbia avuto degli sviluppi edilizi con la trasformazione in quello che si definisce un castello. Essa sorgeva dove c’è un massiccio roccioso ancora denominato Roccho de Charbounél, sulla riva destra del Chisone in frazione Roreto, lambito dal rio che scende da Bourcet.

Sito ove si trovava il Castrum Charbonelli

  • Chateau Arnaud o "Colombaia" (Fenestrelle)

Si ha notizia indiretta della presenza di un castello a Fenestrelle nel 1249, nell'indicazione dell’azienda agricola che dal castello prendeva il nome e forse dipendeva, il massum de chastel. Tale chastel era meglio identificato nel 1265 come Castrum Arnaudi, mentre nel 1339 veniva elencato dai commissari mandati dal Papa in valle come “fortalicium” nel  significato preciso di casaforte, appartenente ad un discendente della famiglia Arnaud, il nobile Giovanni Arnaud. Anche in questo caso la microtoponomastica riporta al luogo dove quella casaforte sorgeva, sul roccione a valle di Fenestrelle. Esso è segnato ancora sulle planimetrie del progetto della metà del ‘600, poi non realizzato, di modifiche della strada da Briançon a Pinerolo, che indica il “rocher de Chastel Arnaud” fra i punti di passaggio. A inizio ‘700 la struttura (tuttora esistente e di proprietà privata) verrà trasformata dai francesi in una ridotta a supporto del Fort Mutin, e in seguito diventerà la colombaia del grande Forte di Fenestrelle.