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I trinceramenti tra il Colle delle Vallette e il Gran Serin (Usseaux)
Il Colle delle Vallette (2.551 m), che si trova a ovest del monte Ciantiplagna sulla dorsale Val Susa / Val Chisone, in corrispondenza di un vallone che scende a Chiomonte, fu protagonista di eventi militari nel 1708, quando un presidio austro-piemontese riuscì ad arrestare il passaggio di una colonna di francesi diretta verso il Fort Mutin con l’intento di romperne l’assedio, posto proprio dai sabaudi. Il colle era stato fortificato con un’estesa serie di trinceramenti su più linee, costituiti perlopiù da muretti a secco, che si spingevano fino sulla punta della Cima della Vallette (2.743 m). Nonostante siano stati in parte smantellati in seguito agli accordi di pace e in parte distrutti dagli agenti fisici d’alta quota, oggi si possono ancora individuare sul terreno ampi tratti di questi antichi trinceramenti, specialmente sulla Cima della Vallette, dove risulta chiaramente visibile un vero e proprio campo trincerato di forma quadrangolare che include la vetta. Proprio qui sono visibili anche alcuni cumuli di blocchi di roccia, un tempo preparati per essere rovesciati lungo i sottostanti canaloni contro gli eventuali assalitori. Ad est del Colle delle Vallette si osserva la traccia di un altro antico trinceramento, che tagliava trasversalmente il versante occidentale della Cima Ciantiplagna sfruttando la sinuosità naturale del pendio.
Dopo il Trattato di Utrecht, il Colle delle Vallette fu ulteriormente rinforzato con altri trinceramenti, che vennero ampliati verso ovest fino al vicino Colle dei Morti (2.560 m). Dal valico, seguendo le tracce della mulattiera settecentesca che con una serie di rapidi tornanti risale il versante orientale, è possibile raggiungere la sommità della Gran Pelà (2.705 m), un “panettone” dal quale si domina con lo sguardo l’intero Vallone di Morti e l’antistante batteria del Gran Serin. Pochi metri sotto la vetta troviamo i ruderi di un ricovero, indicato già in una mappa di metà ‘700, la quale mostra un esteso sistema fortificato che dal Colle delle Vallette va a saldarsi con le opere realizzate presso il Gran Serin (“Le Chereun”) e l’Assietta.
Tra le cime Gran Pelà e Gran Serin si trova un valico (2.545 m), occupato da una serie di caserme e baraccamenti ottocenteschi. Poco più in basso, sul versante rivolto verso la Val Susa, ecco in una conca erbosa lo specchio d’acqua del Lago Grande, ad ovest del quale sono ancora facilmente individuabili i resti dei trinceramenti settecenteschi, nonché numerose piazzole scavate per il posizionamento degli attendamenti militari. Altri trinceramenti coprono entrambi i versanti della dorsale che raggiunge l’ottocentesca batteria del Gran Serin (2.629 m), fino ad arrivare al Colle dell'Assietta (2.472 m).
Tutta la dorsale Val Susa / Val Chisone che si estende tra il Colle della Vecchia e la Gran Pelà era percorsa da una mulattiera settecentesca, che metteva in collegamento le varie postazioni fortificate. Purtroppo la costruzione della strada a fine Ottocento ne ha cancellato buona parte del tracciato, ma alcuni tratti, sorretti da muretti in pietra a secco, sono ancora oggi visibili, in particolare ad est della stazione eliografica di Punta Mezzodì, sul versante nord-est di Cima della Vallette e sul versante orientale della Gran Pelà.
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Il campo trincerato dell’Assietta (Usseaux/Pragelato)
Nel luglio del 1747, in previsione di una imminente invasione francese, lo stato maggiore del Regno di Sardegna ideò la costruzione di un vasto campo trincerato capace di coprire contemporaneamente le piazze di Exilles, Fenestrelle e indirettamente Susa, concentrando le forze in un punto strategico chiave sulla dorsale tra Val Chisone e Val Susa. L’opera fu seguita dall’ingegnere militare Vedani e dal Conte Cacherano di Bricherasio. In poche settimane sorse un campo trincerato di diversi chilometri che dalla cima del Gran Serin (2.629 m) scendeva con un doppio ordine di trinceramenti e ridotte in pietra a secco sino al colle dell’Assietta (2.472 m), per poi risalire le alture che dominavano l’altro versante sino a una posizione dominante nota come “Testa dell’Assietta” (2.566 m). Tra il colle e la Testa dell’Assietta si trovavano diverse altre ridotte e linee difensive. Il 19 luglio 1747 una armata francese forte di 20.000 uomini comandata dal Generale Belle-lsle attaccò i 7.500 alleati, sabaudi e imperiali, rinchiusi nei trinceramenti. Alla fine degli scontri restarono a terra migliaia di francesi e lo stesso generale Belle-lsle, mentre gli alleati vittoriosi patirono poche centinaia di perdite. Da allora il luogo entrò a far parte della storia militare sabauda e durante la Guerra delle Alpi, 1792-1796, fu nuovamente messo in servizio ma non vide ulteriori scontri. Nel 1794 fu occupato e in parte smantellato dai genieri della Repubblica Francese, che lo trovarono indifeso, e mai più ricostruito.
Oggi sulle posizioni del Gran Serin sorge la batteria ottocentesca, mentre i settori fortificati sino al colle dell’Assietta sono intatti come quelli a monte del colle, i meglio conservati. Alla Testa dell’Assietta, ove sorgeva la Butta dei Granatieri, oggi si leggono poche tracce delle fortificazioni, demolite nel 1794, ma svetta il monumento voluto dal C.A.I. e costruito nel 1882 a ricordo della battaglia. Per commemorare la storica e decisiva battaglia, dal 1967 si celebra, il 19 luglio di ogni anno, questa ricorrenza tramite una manifestazione organizzata dall’Associassion Festa dël Piemont al Còl ëd l’Assieta con costumi d’epoca, figuranti e cannoni.
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Le ridotte ai colli Blegier, Costapiana, Bourget e Sestriere (Pragelato/Sestriere)
I primi tre valichi si aprono sulla dorsale tra le alte valli Susa e Chisone, mettendo in comunicazione i territori di Pragelato e Sauze d’Oulx. Presso il Colle Blegier (2.379 m) si trovano tracce della ridotta costruita dai francesi nei primi anni del ‘700, la cui presenza è riportata in una cartografia dell'epoca. Anche il Colle di Costapiana (2.322 m) fu occupato da truppe francesi nell’estate del 1708, durante i movimenti finalizzati a soccorrere l’assediato Fort Mutin, venendo probabilmente dotato in tale occasione di opere leggere. Nel 1745 sempre i francesi si trincerarono presso il valico realizzando una ridotta quadrangolare, le cui tracce sono visibili ancora oggi lungo il pendio che dal colle porta al monte Genevris, poco sotto uno dei bunker del Vallo Alpino. Nello stesso periodo fu occupato anche il Colle Bourget (2.299 m): una cartografia di metà ‘700, mostra la presenza di una modesta ridotta posta su un rilievo a sud-ovest del passo, in posizione dominante verso la strada che vi transita. Alcune tracce della struttura sono ancora attualmente identificabili.
Nonostante oggi non siano rintracciabili i resti delle opere che fortificavano il Colle del Sestriere (2.035 m), se ne trova menzione in molte cartografie e documenti. Durante le operazioni militari del 1708 i francesi realizzarono due piccole ridotte ai lati del valico per proteggere il passaggio dalle incursioni delle milizie valdesi. Queste strutture furono poi rimesse in efficienza nel 1745: da una ricognizione dell’epoca si legge che, sui due rilievi che affiancano il colle dal versante di Pragelato, i francesi avevo “elevato trinceramenti in terra e zolle alti 5 piedi per almeno 300 uomini e 4 cannoni”. Dopo la battaglia dell’Assietta del 1747, queste strutture furono rinforzate con muri in pietre a secco dalle truppe sabaude.