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I trinceramenti sui colli Malanotte, Sabbione e Orsiera (Roure/Fenestrelle)
I colli Malanotte (2.587 m) e Sabbione (2.569 m) sono valichi minori di alta quota che si trovano sullo spartiacque tra Val Chisone e Val Susa, tra le punte Malanotte, Pian Paris e della Gavia. Mettono in comunicazione il vallone del Selleries (Roure) rispettivamente con il vallone del Torrente Gravio (San Giorio di Susa) e del Rio Gerardo (Bussoleno). Il colle dell’Orsiera (2.595 m) si trova poco più a ovest, ai piedi dell’omonimo monte. Tutti questi valichi furono fortificati con alcuni trinceramenti dal generale Catinat alla fine del ‘600, per sorvegliare e difendere l’accesso al campo che ancora oggi ne porta il nome. Sono ben evidenziati nella “Carta Corografica delle Valli di Susa, Moriena, Bardonanche, Oulx, Exilles, Cesana, Pragellato, St.Martino, e Perosa, …”, che mostra gli avvenimenti militari del 1708. L’anno precedente, infatti, il colle dell’Orsiera fu occupato da truppe francesi che tentarono di resistere all’avanzata sabauda dopo la rottura dell’assedio di Torino. Qui sono tuttora molto evidenti e ben conservati i trinceramenti realizzati, formati da un lungo muro a secco, alto oltre un metro e mezzo e spesso quasi un metro, che sbarra completamente il valico. Alcuni resti di muretti in pietra, decisamente in peggiori condizioni, sono ancora visibili anche presso il colle Malanotte.
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Le fortificazioni del Colle delle Finestre e del Monte Pintas (Usseaux)
Per la sua quota relativamente bassa e la morfologia dei rispettivi versanti settentrionale e meridionale, il Colle delle Finestre (2.167 m) da sempre ha rappresentato un valico relativamente facile da superare, garantendo un rapido collegamento tra la Valle di Susa e l’alta Val Chisone. Le prime opere fortificate sul colle risalgono alla fine del XVI secolo: sin dal 1590, infatti, sono documentati passaggi e scontri militari sullo spartiacque tra truppe sabaude e francesi nel corso della guerra per il Marchesato di Saluzzo. Le barricate realizzate presso il valico furono poi oggetto di numerosi nuovi passaggi di comando anche nel secolo successivo: le truppe del Catinat conquistarono facilmente il colle alla fine del 1690, mentre nel 1707 i comandanti francesi della Val Chisone, preoccupati di una possibile offensiva austro-piemontese, realizzarono un deciso ammodernamento dei trinceramenti, costruendo una ridotta e proseguendoli in direzione del monte Pintas. Ciononostante, dopo la rottura dell’assedio di Torino e la riconquista sabauda delle vallate, i francesi si ritirarono dalla ridotta, facendola saltare.
Nel 1709 i Savoia fecero realizzare una nuova ridotta, aggiunsero un fossato e una palizzata, e ingrandirono ancora i trinceramenti siano verso est, in direzione del monte Français Pelouxe, sia verso ovest, risalendo le pendici del monte Pintas fino al Colle Fattières. Qui erano presenti magazzini, polveriere e baraccamenti per il ricovero delle truppe: considerata la sua importanza strategica, il valico veniva infatti presidiato anche d’inverno. Alla fine del ‘700 le opere realizzate, che risultavano ancora in ottimo stato, furono demolite in seguito al Trattato di Parigi tra la Francia napoleonica e Vittorio Amedeo III (1797). In virtù della notevole posizione panoramica, verso la fine dell’Ottocento presso il monte Pintas fu realizzato, sui resti delle realizzazioni precedenti, un piccolo osservatorio.
Se la costruzione della struttura oggi visibile al Colle delle Finestre a fine ‘800 ha eliminato quasi ogni traccia delle ridotte settecentesche, con un po’ di attenzione si possono invece ancora notare i resti dei trinceramenti che risalgono verso il Pintas. Presso la cima del monte e il vicino Colle Fattières troviamo resti di muretti e diversi altri manufatti, fra i quali alcuni terrapieni e fossi che disegnano sul terreno dei piccoli rilievi ad andamento spezzato ricoperti dalla cotica erbosa, permettendo di ricostruire l’andamento delle difese irrobustite da tenaglie, oltre ad alcune piccole ridotte.
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I trinceramenti tra il Colle delle Vallette, la Gran Pelà e il Gran Serin (Usseaux)
Il Colle delle Vallette (2.551 m), che si trova a ovest del monte Ciantiplagna sulla dorsale Val Susa / Val Chisone, in corrispondenza di un vallone che scende a Chiomonte, fu protagonista di eventi militari nel 1708, quando un presidio austro-piemontese riuscì ad arrestare il passaggio di una colonna di francesi diretta verso il Fort Mutin con l’intento di romperne l’assedio, posto proprio dai sabaudi. Il colle era stato fortificato con un’estesa serie di trinceramenti su più linee, costituiti perlopiù da muretti a secco, che si spingevano fino sulla punta della Cima della Vallette (2.743 m). Proprio qui sono ancora visibili anche alcuni cumuli di blocchi di roccia, un tempo preparati per essere rovesciati lungo i sottostanti canaloni contro gli eventuali assalitori.
Dopo il Trattato di Utrecht, il valico fu ulteriormente rinforzato con altri trinceramenti, che vennero ampliati verso ovest fino al vicino Colle dei Morti (2.560 m). Dal valico, seguendo le tracce della mulattiera settecentesca che con una serie di rapidi tornanti risale il versante orientale, è possibile raggiungere la sommità della Gran Pelà (2.705 m), un “panettone” dal quale si domina con lo sguardo l’intero Vallone di Morti e l’antistante batteria del Gran Serin. Pochi metri sotto la vetta troviamo i ruderi di un ricovero, indicato già in una mappa di metà ‘700, la quale mostra un esteso sistema fortificato che dal Colle delle Vallette va a saldarsi con le opere realizzate presso il Gran Serin (“Le Chereun”) e l’Assietta.
Tra le cime Gran Pelà e Gran Serin si trova un valico (2.545 m), occupato da una serie di caserme e baraccamenti ottocenteschi. Poco più in basso, sul versante rivolto verso la Val Susa, ecco in una conca erbosa lo specchio d’acqua del Lago Grande, ad ovest del quale sono ancora facilmente individuabili i resti dei trinceramenti settecenteschi, nonché numerose piazzole scavate per il posizionamento degli attendamenti militari. Altri trinceramenti coprono entrambi i versanti della dorsale che raggiunge l’ottocentesca batteria del Gran Serin (2.629 m).
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Il campo trincerato dell’Assietta (Usseaux/Pragelato)
Nel luglio del 1747, in previsione di una imminente invasione francese, lo stato maggiore del Regno di Sardegna ideò la costruzione di un vasto campo trincerato capace di coprire contemporaneamente le piazze di Exilles, Fenestrelle e indirettamente Susa, concentrando le forze in un punto strategico chiave sulla dorsale tra Val Chisone e Val Susa. L’opera fu seguita dall’ingegnere militare Vedani e dal Conte Cacherano di Bricherasio. In poche settimane sorse un campo trincerato di diversi chilometri che dalla cima del Gran Serin (2.629 m) scendeva con un doppio ordine di trinceramenti e ridotte in pietra a secco sino al colle dell’Assietta (2.472 m), per poi risalire le alture che dominavano l’altro versante sino a una posizione dominante nota come “Testa dell’Assietta” (2.566 m). Tra il colle e la Testa dell’Assietta si trovavano diverse altre ridotte e linee difensive. Il 19 luglio 1747 una armata francese forte di 20.000 uomini comandata dal Generale Belle-lsle attaccò i 7.500 alleati, sabaudi e imperiali, rinchiusi nei trinceramenti. Alla fine degli scontri restarono a terra migliaia di francesi e lo stesso generale Belle-lsle, mentre gli alleati vittoriosi patirono poche centinaia di perdite. Da allora il luogo entrò a far parte della storia militare sabauda e durante la Guerra delle Alpi, 1792-1796, fu nuovamente messo in servizio ma non vide ulteriori scontri. Nel 1794 fu occupato e in parte smantellato dai genieri della Repubblica Francese, che lo trovarono indifeso, e mai più ricostruito.
Oggi sulle posizioni del Gran Serin sorge la batteria ottocentesca, mentre i settori fortificati sino al colle dell’Assietta sono intatti come quelli a monte del colle, i meglio conservati. Alla Testa dell’Assietta, ove sorgeva la Butta dei Granatieri, oggi si leggono poche tracce delle fortificazioni, demolite nel 1794, ma svetta il monumento voluto dal C.A.I. e costruito nel 1882 a ricordo della battaglia. Per commemorare la storica e decisiva battaglia, dal 1967 si celebra, il 19 luglio di ogni anno, questa ricorrenza tramite una manifestazione organizzata dall’Associassion Festa dël Piemont al Còl ëd l’Assieta con costumi d’epoca, figuranti e cannoni.
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Le ridotte ai colli Blegier, Costapiana, Bourget e Sestriere (Pragelato/Sestriere)
I primi tre valichi si aprono sulla dorsale tra le alte valli Susa e Chisone, mettendo in comunicazione i territori di Pragelato e Sauze d’Oulx. Presso il Colle Blegier (2.379 m) viene indicata la presenza di una ridotta costruita dai francesi nei primi anni del ‘700. Anche il Colle di Costapiana (2.322 m) fu occupato da truppe francesi nell’estate del 1708, durante i movimenti finalizzati a soccorrere l’assediato Fort Mutin, venendo probabilmente dotato in tale occasione di opere leggere. Nel 1745 sempre i francesi si trincerarono presso il valico realizzando una ridotta quadrangolare, le cui tracce sono visibili ancora oggi lungo il pendio che dal colle porta al monte Genevris, poco sotto uno dei bunker del Vallo Alpino. Nello stesso periodo fu occupato anche il Colle Bourget (2.299 m): una cartografia di metà ‘700, mostra la presenza di una modesta ridotta posta su un rilievo a sud-ovest del passo, in posizione dominante verso la strada che vi transita.
Nonostante oggi non siano visibili tracce sensibili delle opere che fortificavano il Colle del Sestriere (2.035 m), se ne trova menzione in molte cartografie e documenti. Durante le operazioni militari del 1708 i francesi realizzarono due piccole ridotte ai lati del valico per proteggere il passaggio dalle incursioni delle milizie valdesi. Queste strutture furono poi rimesse in efficienza nel 1745: da una ricognizione dell’epoca si legge che, sui due rilievi che affiancano il colle dal versante di Pragelato, i francesi avevo “elevato trinceramenti in terra e zolle alti 5 piedi per almeno 300 uomini e 4 cannoni”. Dopo la battaglia dell’Assietta del 1747, queste strutture furono rinforzate con muri in pietre a secco dalle truppe sabaude.