Dal trattato di Cherasco (1631), che attribuiva al Regno di Francia la città di Pinerolo e la sinistra orografica della Val Chisone, al trattato di Torino (1696) che restituiva questi territori al Ducato di Savoia, il tratto di spartiacque compreso tra la media Val Chisone e la Val Sangone assunse un'importanza strategica, che portò alla realizzazione di una serie di opere difensive sul confine tra i due stati.
Il Colle del Besso si apre tra il Monte Paletto e il Monte Cristetto e, a 1500 metri di altitudine, collega il vallone del Grandubbione (Pinasca) con il territorio di Giaveno. Sono ancora oggi visibili le tracce delle linee di trinceramento che sbarrano il valico, resti delle opere di difesa edificate dai francesi del generale Catinat nel 1692 per difendere Pinerolo. Tali trinceramenti, oltre che dal Catinat, furono riutilizzati anche dal maresciallo La Feuillade che nel 1704 scenderà la Val Chisone alla testa delle sue truppe durante la guerra di successione spagnola. Ulteriori tracce di trinceramenti collegati a quest’opera sono ancora visibili sui vicini Colle della Gianna, Colletto dell’Aquila, Colletto Sperina, sul Monte Muret e sul Colle Ceresera, nonché a Pralabbà.
Più "misteriosa" invece la presenza di un forte nella zona del Colle del Crò, tra Pinasca e la Val Lemina: oltre ad una borgata che ancora oggi riporta questo nome, infatti, numerose cartografie settecentesche indicano una struttura fortificata nell’area, in alcuni casi denominata “Fort des Pieres”, “Fort St. Louis” o “Chateau de Lubet ruiné” (il Colle Lubé si trava poco a sud del Colel del Crò). Nulla però è stato reperito, né a livello documentale né di tracce sul terreno.
Abbiamo notizia di trinceramenti anche presso il Colle della Roussa, tra i territori di Roure e di Coazze. Questo valico ospitò un presidio di milizie piemontesi già alla fine del ‘500, in occasione delle guerre franco-sabaude per il Marchesato di Saluzzo. All'inizio dell'estate del 1704 le truppe francesi del già citato La Feuillade realizzarono nuovamente alcune semplici opere difensive presso il colle, di cui attualmente non restra alcuna traccia rilevabile. Nella medesima zona, una mappa di metà '700 indica la presenza dei trinceramenti "del Rozel", posti lungo uno dei sentieri che dalla località Pitoniere di Roure porta verso il Colle della Roussa.