Nei prati che circondano lo stabilimento SKF di Airasca, così come nelle campagne di Buriasco, esistevano – tra il 1936 e il 1945 – due aeroporti militari.
Se nel sito in cui si trovava quello di Buriasco oggi non rimangono tracce evidenti, essendovi stati eretti anche svariati capannoni industriali, diversa è la situazione per Airasca.
In località Vicendette, nel campo a ovest dello stabilimento industriale SKF, rimane un visibile mucchio di boscaglia che si staglia tra le piantagioni, il quale cela i resti del bunker di protezione dell’aeroporto, distrutto dai tedeschi in fuga nel 1945.
Infatti, soprattutto dopo l’8 settembre 1943, “i nazisti approntarono nuovi lavori di miglioramento e potenziamento del campo, tra cui va ricordata la speciale pavimentazione della pista di decollo e atterraggio attuata con traversine di legno accostate (un sistema pratico per la riparazione e la sostituzione degli elementi danneggiati), insieme alla edificazione del Bunker principale, e la costruzione del deposito di carburante (in località del bivio per la frazione Botteghe). Ma ulteriori opere vennero poi eseguite nell’Inverno del 1943-44, interessando tutta la zona in cui i loro ruderi sono parzialmente ancora riscontrabili: a cominciare dalla pista in cemento in regione San Bernardo nel comune di Buriasco, e continuando con una altra casamatta vicino ad Airasca, fino a concludersi con parecchi ripari per gli aerei, sparsi intorno alle aree di Viotto, e distribuiti anche nei territori di Airasca, Buriasco, e Appendini.”[1].
Sull’edificazione dell’aeroporto non vi sono particolari testimonianze documentali; tuttavia è acclarato che il bunker risalirebbe agli ultimi lavori fatti eseguire dai tedeschi occupanti dopo l’armistizio.
La costruzione vede l’ingresso sul lato nord-est fatto saltare, così come le probabili due postazioni di fuoco rivolte a nord e a sud. Alcune sezioni della volta consentono l’accesso ad alcuni metri della galleria, da cui si può apprezzare un’altezza notevole, non comune – ad esempio – alle casematte del Vallo Alpino delle vallate piemontesi.
Tuttavia, l’esistenza e i resti del bunker sono a loro modo unici, poiché testimoniano una delle pochissime strutture erette dai tedeschi occupanti nelle zone del pinerolese.
[1] https://www.vitadiocesanapinerolese.it/territorio/pianura/quando-da-airasca-decollavano-gli-aeri-con-la-svastica