Le origini di Envie si perdono nei tempi, sino a ipotizzare la derivazione del toponimo dal passaggio di Annibale.
È in ogni caso pacifico che il territorio di Envie seguì i destini delle zone della Valle Infernotto, divenendo, dal 1363, possedimento sabaudo. Proprio i Savoia infeudarono, nel 1412, ad Envie la famiglia dei Cacherano di Bricherasio, da cui derivò per alcuni secoli il ramo cadetto dei Cacherano di Envie.
Il castello, tuttavia, fu edificato dai Marchesi di Saluzzo sin dal 1260 quale struttura difensiva di confine. Con la conquista dei Savoia-Acaja del 1363 venne completamente distrutto per poi essere in seguito ricostruito dai Cacherano.
Durante le guerre franco-sabaude del cinque-seicento il castello venne nuovamente danneggiato ove non deliberatamente distrutto.
Soltanto a metà dell’Ottocento l’area venne acquistata dal Conte Guasco di Castelletto che lo riedificò in stile neogotico, circondandolo con un elegante giardino all’inglese, rendendolo la struttura tutt’oggi visibile nella sua nuova destinazione di ristorante e sede di cerimonie.
La costruzione di un castello a Sanfront risale all’XI Secolo; “l’edificio fu citato in un documento del 1075 che attesta la donazione alla Chiesa di San Giovanni e Santa Maria di Revello da parte della Marchesa Adelaide.”[1].
L’opera sorgeva su un poggio sopra il borgo e appartenne ai Marchesi di Saluzzo che vi infeudarono i Mulassano, i Del Carretto e i Montiglio. Coinvolto e danneggiato in molti degli scontri che avvennero in zona tra il ‘300 e il ‘500, il castello fu infine abbandonato nel XVII secolo e ne restano oggi poche tracce.
Eretto dai Marchesi di Saluzzo, il castello si ergeva sulla strada che porta a Pian Croesio, sopra la frazione Erasca.
La struttura fu distrutta dai francesi nel 1585 e oggi non ne restano che pochi resti, che probabilmente sono tracce delle fondamenta.
[1] Seren Rosso R. – Guglielmo M., Op. Cit., p. 273.