In località al Pian del Re fu realizzata alla fine dell’ottocento la caserma dei carabinieri, che nel dopoguerra fu risistemata e adattata a colonia alpina.
Di fianco a questa struttura si trovano due casermette, costruite tra il 1939 e il 1941 nel quadro del programma di difesa del “Vallo Alpino” utilizzando manodopera militare, in muratura di pietrame e con tetto in tegole. Complessivamente le casermette potevano ospitare fino a 50 uomini e 20 muli. I vari edifici furono incendiati dai tedeschi a fine settembre 1943 e poi quasi distrutti dal bombardamento aereo nazista del 30 giugno 1944 scatenato contro i partigiani della 4° Brigata Garibaldi che occupava l’alta valle. Le strutture sono state recuperate negli ultimi anni dal Parco del Monviso, divenendo un Centro Visita (casermetta a destra) e un ricovero coperto per gli escursionisti (fabbricato di sinistra, che storicamente ospitava le cucine, il forno e magazzini per le truppe)[1].
Salendo, invece, dal Pian del Re verso il Colle delle Traversette, si incontrano tre opere che – data la loro scarsa distanza dal confine – subirono la demolizione imposta dal trattato di pace del 1947.
L’Opera 220, posta a 2480 metri di altitudine sul Pian d’Armoine, accanto alla strada che conduce al Colle delle Traversette, era una postazione da fuoco singola di tipo 7000, di cui sono ancora ben identificabili sul terreno i resti della cupola in calcestruzzo fatta saltare.
Proseguendo oltre, si giunge sino al vallone del Mait del Viso (2700 metri di altitudine circa) ove sono visibili vari resti di baraccamenti militari. Qui, una cinquantina di metri a monte del sentiero, sono visibili i resti dell’Opera 216. “la struttura ha subito pesanti interventi di demolizione nel malloppo di ingresso e nelle due casematte. Di tutto l’insieme rimane soltanto più il corridoio, lungo circa una ventina di metri, che conduceva alle due postazioni, originariamente armate con mitragliatrici che battevano l’intaglio del valico e la mulattiera d’accesso. L’ingresso è difeso da una piccola garitta interna con feritoria frontale per il fuciliere di guardia. A Pian Mait si trovava anche l’Opera 218, pure distrutta nel dopoguerra.”[2].
Non ultima, negli ultimi tornanti prima del Buco di Viso, si trova con facilità la Caserma delle Traversette che, a 2800 metri di quota era in grado di ospitare un presidio di una cinquantina di uomini.
Da segnalare, lungo tutto il percorso, la presenza di matasse di filo spinato che ancora circondano l’area e ricordano a tutti che i colli oggi percorsi per escursionismo, un tempo erano confini invalicabili e fortificati.
[1] https://www.cuneocronaca.it/la-rinascita-delle-casermette-di-pian-del-re-l-039-ultima-diventera-riparo-per-gli-escursionisti
[2] Minola M.-Zetta O., Esplorando il vallo alpino, Susalibri, 2016, pp. 108-109.