Il Castello di Bruino

Sebbene l’attuale costruzione sia figlia di pesanti rimaneggiamenti, soprattutto del XVI Secolo, “le tracce storiche di un primo forte rurale si trovano nel Diploma imperiale di Guglielmo II di Olanda del 1252.” [1].

Nel corso dei secoli, vivendo alterne fortune, il castello fu dimora dei feudatari bruinesi infeudati dai Savoia. “Nel 1283 è menzionato un Giacomo signore del luogo. Amedeo V di Savoia nel 1321 dà in feudo il paese a Giovanni Braia e Guglielmo Drò di Rivoli, entrambi andati in rovina perché in lotta fra loro. Subentrarono i Baralis, borghesi di Torino, e Giovanni Bertrandi, signore di San Giorgio, che vendette la sua parte ai Canali, signori di Villar Focchiardo, per 3470 fiorini d’oro. Dal Trecento al Seicento si susseguirono i Bertani, i Bertoleri, gli Scozia, gli Olmi, i Calvi e infine un Giovanni di Malines, fiammingo. La famiglia di quest’ultimo nobiluomo diede il nome al castello di Bruino e ne mantenne la proprietà fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.”[2].

Dopo secoli di alterne fortune quale dimora dei feudatari bruinesi per conto dei duchi sabaudi, nel XVI Secolo l’antico forte fu pesantemente rimaneggiato per renderlo una residenza nobiliare di campagna, con annesso un’importante parco.

Oggi la struttura, attigua al municipio, vede svettare una pregevole torre quadrata centrale. Inoltre, all’esterno dell’edificio, “è possibile ammirare un sontuoso affresco del pittore piemontese Carlo Morgari eseguito nel 1933 con l'immagine di San Martino che dona il suo mantello a un povero.”[3].

In seguito a lunghi decenni di decadenza, alternati a brevi periodi di apertura della struttura con la funzione di ristorante, nel marzo 2023 l’amministrazione comunale ha acquisito gratuitamente il bene, allo scopo di valorizzarlo e restituirlo alla collettività. Al momento, tuttavia, in attesa di interventi conservativi, il castello è chiuso al pubblico.

[1] Castello - Comune di Bruino

[2] Fornaca S., I castelli della Provincia di Torino, Gribaudo, 2005, p. 50.

[3] Ibidem